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Fotografia criminale: l’archivio di Sydney

Data:11 luglio 2012
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La fotografia riesce a racchiudere in sè degli aspetti della vita delle persone alquanto originali e fuori dal comune: ne è un esempio il ramo della fotografia criminale, che si occupa di immortalare i volti degli individui pizzicati dalla polizia dopo aver commesso un reato.

Nel 1990, ad esempio, la Fondazione Historic Houses Trust del Nuovo Galles del Sud, in Australia, è riuscita a recuperare una ricca collezione di mugshot (ossia foto segnaletiche), scattate dal Dipartimento di polizia forense della città di Sydney.

Stiamo parlando di un archivio fotografico contenente più di 130.000 negativi su lastra di vetro realizzati tra il 1921 e il 1964: i soggetti raffigurati sono per lo più attività della polizia, scene del crimine e prove forensi.

Si tratta del più grande archivio di fotografia criminale dell'intero emisfero australe, che verrà catalogato e digitalizzato dalla Fondazione stessa. Gli scatti stessi sono stati oggetto di una mostra e di due pubblicazioni, andate letteralmente a ruba.

Nelle fotografie si può percepire la condizione di preoccupazione ed esasperazione di quei delinquenti, veri o presunti, che cercano di assumere pose per il più possibile naturali davanti all'obbiettivo, anche se dalla loro espressione del viso, scaturisce un dramma infinito.

 

credits: panorama.it

Photo Credits: Police Forensic Photography Archive/Justice and Police Museum/Historic Houses Trust of New South Wales

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